Numeri
Quanto costa un property manager per affitti brevi
La domanda giusta non è quale percentuale trattiene il gestore, ma quanto ti resta a fine anno. Sono due numeri diversi e possono muoversi in direzioni opposte.
In Italia la gestione degli affitti brevi si paga a percentuale sui ricavi: intorno al 10-15% per la sola gestione online, fra il 20% e il 30% per il servizio completo con check-in, pulizie e adempimenti. A Milano la forbice di mercato osservata sta fra il 18% e il 28%.
In questa guida
Le forbici di mercato
| Livello di servizio | Commissione tipica | Cosa comprende di norma |
|---|---|---|
| Solo gestione online | 10-15% | Annuncio, prezzi, calendario, comunicazione con l’ospite. Tutto il resto resta a te. |
| Gestione completa | 20-30% | Aggiunge check-in, coordinamento pulizie e biancheria, manutenzioni, adempimenti. |
| Milano, forbice osservata | 18-28% | Le grandi città si collocano nella parte alta per il costo del lavoro a terra. |
Sono percentuali sui ricavi, quasi sempre al netto o al lordo dell’IVA a seconda del contratto — ed è la prima cosa da chiarire, perché ventidue più IVA e ventidue non sono lo stesso numero.
Le tre domande da fare
Prima di confrontare due preventivi, le domande sono sempre le stesse tre. Sono anche le uniche che rendono confrontabili numeri che altrimenti non lo sono.
1. La percentuale è sul lordo o sul netto? Sul lordo si calcola su quello che paga l’ospite, commissioni dei portali comprese. Sul netto si calcola su quello che arriva davvero. Le commissioni delle OTA pesano tipicamente fra il 15% e il 20%: fra le due letture, a parità di percentuale dichiarata, ballano diversi punti reali.
2. Cosa è incluso e cosa si paga a parte? Pulizie, biancheria, piccole manutenzioni, fotografie professionali, servizio di check-in fuori orario, prodotti di cortesia. Se sono extra, la percentuale bassa che hai letto in prima pagina non è il costo del servizio: è il costo di una parte del servizio.
3. Chi paga i canali di vendita? Le commissioni dei portali restano a carico del proprietario quasi ovunque, ma non è scontato e va chiesto esplicitamente. La risposta cambia il conto di quindici o venti punti.
Percentuale, canone fisso, formule miste
Accanto alla percentuale esistono altre due formule, e ciascuna sposta il rischio da una parte diversa del tavolo.
- Percentuale sui ricavi. Il gestore guadagna solo se l’immobile lavora: gli interessi sono allineati. È la formula più diffusa e, per il proprietario, la più leggibile.
- Canone fisso mensile al proprietario. Il gestore prende l’immobile e ti garantisce una cifra, tenendo il resto. Tu hai certezza, lui ha il rischio e l’upside. È di fatto un affitto: valuta bene la qualifica giuridica del rapporto e cosa succede nei mesi vuoti.
- Formule miste, quota fissa più percentuale. Coprono i costi vivi del gestore e lasciano una parte variabile. Sono ragionevoli, ma vanno lette con attenzione: la quota fissa si paga anche a immobile fermo.
Perché il confronto va fatto sul netto annuo
Il punto che quasi nessuno mette per iscritto: una percentuale più alta su un immobile che lavora tutto l’anno può lasciare al proprietario più denaro di una percentuale bassa su un appartamento pubblicato e dimenticato.
| Gestore A — 15% | Gestore B — 25% | |
|---|---|---|
| Ricavo lordo annuo generato | 26.000 € | 38.000 € |
| Commissione del gestore | 3.900 € | 9.500 € |
| Resta al proprietario | 22.100 € | 28.500 € |
I due ricavi lordi non sono un’ipotesi accademica: la differenza fra un immobile con tariffe riviste giorno per giorno e uno con la stessa tariffa a febbraio e a ottobre è di quest’ordine di grandezza. Il numero da chiedere a un gestore, quindi, non è la sua percentuale: è che cosa ha fatto sul ricavo lordo di immobili confrontabili al tuo, nella tua zona.
Chiedilo, e chiedi di vedere il dato. Un gestore che non sa dirti l’occupazione media e la tariffa media dei suoi immobili non sta gestendo il ricavo: sta pubblicando annunci.
Il costo che non compare in nessun preventivo
C’è una terza voce, oltre alla commissione e ai costi vivi, e non compare in nessun confronto perché non ha una fattura: il tempo.
Un appartamento gestito bene in autonomia chiede, fra messaggi agli ospiti, coordinamento delle pulizie, revisione dei prezzi e adempimenti, un impegno che assomiglia a un secondo lavoro part-time. La parte peggiore non è il volume: è che non si può programmare. Le richieste arrivano di sera, i guasti la domenica, i check-in quando sei fuori città, la comunicazione alla Questura entro ventiquattr’ore anche a Ferragosto.
E c’è un quarto costo, quello degli errori: una tariffa ferma per due mesi in alta stagione, un CIN non indicato in un annuncio, una comunicazione dimenticata. Sono voci che non si vedono nel conto corrente ma che cambiano il risultato dell’anno.
Chi confronta solo la percentuale sta mettendo a confronto una spesa certa con un costo che non ha ancora messo in bilancio.
Questa guida ha finalità informativa e descrive adempimenti operativi. Non è consulenza fiscale o legale: per la tua situazione specifica il riferimento resta il tuo commercialista. Aggiornata al 29 agosto 2026; la normativa sulle locazioni brevi cambia spesso, e la data in cima a questa pagina è il primo controllo da fare.
Domande frequenti
Le domande che ci fanno su questo.
Qual è una commissione normale per la gestione completa?
Fra il 20% e il 30% dei ricavi, con le grandi città nella parte alta della forbice per via del costo del lavoro a terra. Sotto il 15% si sta quasi sempre comprando la sola gestione online, non il servizio completo.
Le commissioni di Airbnb e Booking le paga il gestore?
Quasi sempre restano a carico del proprietario, ma non è una regola: va chiesto esplicitamente, perché sposta il conto di quindici o venti punti.
Conviene un canone fisso garantito invece della percentuale?
Dà certezza al proprietario e sposta il rischio sul gestore, che in cambio tiene tutto l’upside. Va valutata con attenzione la qualifica giuridica del rapporto e cosa succede nei mesi vuoti: è di fatto una locazione, non un mandato di gestione.
Come faccio a capire se una percentuale alta è giustificata?
Chiedendo il ricavo lordo annuo, l’occupazione media e la tariffa media che il gestore ottiene su immobili confrontabili al tuo nella tua zona. Se non sa dirteli, la percentuale non è giustificata da nulla di misurabile.
La commissione si calcola anche sull’imposta di soggiorno?
Non dovrebbe: l’imposta di soggiorno è denaro dell’ospite destinato al Comune che transita, non un ricavo. Va verificato nel contratto, perché è una delle voci su cui le formulazioni sono più ambigue.
Ti diciamo quanto rende oggi il tuo immobile, prima di parlare di percentuali.
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