Adempimenti
CIN affitti brevi: come si richiede e dove va esposto
Senza CIN l’annuncio non è in regola su nessun canale. E il codice non arriva se prima l’appartamento non è a norma: è il punto in cui molti proprietari scoprono di dover intervenire.
Il CIN è il codice che il Ministero del Turismo assegna a ogni unità destinata a locazione turistica o breve, tramite la Banca Dati Strutture Ricettive. Si richiede online con SPID o CIE, va esposto all’esterno dello stabile e indicato in ogni annuncio. Senza, la sanzione arriva a 8.000 euro.
In questa guida
Che cos’è il CIN e a cosa serve
Il Codice Identificativo Nazionale è un codice alfanumerico univoco che il Ministero del Turismo assegna a ogni singola unità immobiliare destinata a locazione turistica o breve, e a ogni struttura ricettiva. Non è un codice per proprietario e non è un codice per contratto: è per appartamento.
Serve a far confluire l’unità nella Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR), il registro nazionale tenuto dal Ministero. L’obiettivo dichiarato è avere un elenco unico e verificabile di che cosa viene affittato, dove, e da chi — un elenco che oggi incrocia annunci, dichiarazioni fiscali e, dal 2026, i dati che le piattaforme trasmettono in base al regolamento europeo.
Il CIN non sostituisce il codice identificativo regionale dove esiste: dove la Regione ne prevede uno, quello resta e il CIN vi si aggiunge, agganciandosi ad esso in fase di richiesta.
Come si richiede, passo per passo
La richiesta si fa online, sul portale della BDSR raggiungibile dal sito del Ministero del Turismo. Non serve un intermediario e non c’è un costo per il rilascio.
- Accesso con SPID o CIE. L’identità digitale deve essere quella del titolare o di chi ha titolo a dichiarare per l’unità.
- Dati catastali dell’immobile. Foglio, particella, subalterno, categoria: si prendono dalla visura. È il punto in cui la pratica si ferma più spesso, perché i dati catastali non sono quelli del rogito e vanno verificati.
- Codice regionale, dove previsto. Se la tua Regione assegna un proprio identificativo alla locazione turistica, va indicato: il CIN si aggancia a quello.
- Autocertificazione dei requisiti di sicurezza. È la condizione senza cui il codice non viene rilasciato. Riguarda i dispositivi di rilevazione di gas combustibili e monossido di carbonio e gli estintori a norma: il dettaglio è nella guida sui requisiti di sicurezza.
- Rilascio del codice e confluenza dell’unità nella banca dati.
Il passaggio quattro è quello che trasforma una pratica amministrativa in un intervento sull’immobile. L’autocertificazione non è una formalità: si dichiara di avere rilevatori funzionanti ed estintori a norma. Se non ci sono, prima si comprano e si installano, poi si dichiara.
Dove va esposto e indicato
| Dove | Obbligo |
|---|---|
| All’esterno dello stabile | Il CIN va esposto all’esterno dell’edificio in cui si trova l’unità. |
| In ogni annuncio | Ovunque pubblicato e comunicato: portali internazionali, siti verticali, sito proprio, prenotazioni dirette. |
| Nella Certificazione Unica | Dal 2026 gli intermediari devono riportarlo nella CU, coerente con la BDSR. |
| In dichiarazione dei redditi | Nel modello Redditi PF al rigo RS533; nel 730 nella sezione dedicata alle locazioni brevi. |
La voce «in ogni annuncio ovunque pubblicato» è più larga di quanto sembri. Comprende i canali secondari che si aprono e si dimenticano, i post sui social usati come vetrina, e il proprio sito. Un CIN corretto sui due portali principali e assente sul terzo è comunque una violazione.
Le sanzioni
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Unità o struttura priva di CIN | da 800 a 8.000 euro |
| Mancata esposizione all’esterno dello stabile, o mancata indicazione in un annuncio | da 500 a 5.000 euro |
Le due fattispecie sono distinte e si sommano: avere il codice ma non esporlo non mette al riparo. E la seconda si applica per ciascun annuncio non conforme, il che, con cinque canali attivi, cambia l’ordine di grandezza.
Il CIN in dichiarazione e nella CU
Dal 2026 il codice esce dal portale del Ministero ed entra nella catena fiscale. Va riportato nella dichiarazione dei redditi in corrispondenza dell’immobile a cui si riferisce, e gli intermediari devono indicarlo nella Certificazione Unica che ti rilasciano, in modo coerente con quanto risulta nella BDSR.
La conseguenza pratica è che tre archivi che prima non si parlavano — banca dati del Ministero, certificazioni degli intermediari, dichiarazione dei redditi — devono ora contenere lo stesso codice per lo stesso immobile. Un CIN scritto male in un annuncio è un fastidio; un CIN incoerente fra CU e dichiarazione è un’anomalia che emerge da un incrocio automatico.
Vale quindi la pena, una volta l’anno, fare una verifica banale e noiosa: prendere l’elenco delle proprie unità, e controllare che lo stesso identico codice compaia sulla BDSR, su ogni annuncio, su ogni CU ricevuta e in dichiarazione. Sono dieci minuti che chiudono l’unico difetto di questa materia che non produce nessun avviso.
Questa guida ha finalità informativa e descrive adempimenti operativi. Non è consulenza fiscale o legale: per la tua situazione specifica il riferimento resta il tuo commercialista. Aggiornata al 29 agosto 2026; la normativa sulle locazioni brevi cambia spesso, e la data in cima a questa pagina è il primo controllo da fare.
Domande frequenti
Le domande che ci fanno su questo.
Il CIN serve anche se affitto una sola casa poche settimane l’anno?
Sì. L’obbligo riguarda l’unità destinata a locazione turistica o breve, senza soglie di durata o di numero. Non esiste esenzione per l’affitto occasionale.
Serve un CIN per ogni appartamento o basta uno per proprietario?
Uno per ogni unità immobiliare. Se hai tre appartamenti, hai tre codici distinti, ciascuno agganciato ai propri dati catastali.
Posso richiedere il CIN se non ho ancora estintori e rilevatori?
No, o meglio: la richiesta prevede l’autocertificazione dei requisiti di sicurezza. Dichiarare di averli senza averli è una falsa dichiarazione. Prima si mette a norma l’immobile, poi si chiede il codice.
Dove va esposto esattamente il CIN?
All’esterno dello stabile in cui si trova l’unità. Nei condomìni questo può richiedere un accordo sulle modalità: è un punto da affrontare con l’amministratore, non da risolvere improvvisando.
Ho cambiato portale: devo rifare il CIN?
No, il codice è legato all’immobile, non al canale di vendita. Ma va indicato anche nel nuovo annuncio: la mancata indicazione in un solo annuncio è già una violazione autonoma.
Il CIN lo richiediamo noi, dopo aver verificato che l’immobile sia a norma.
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